La cannabis sta ridisegnando il mondo

La cannabis è oggigiorno al centro delle attenzioni delle multinazionali, protagonista inarrestabile dell’economia mondiale sta contagiando la politica anche a livello internazionale.
Di recente l’argomento è stato discusso anche al World Economic Forum di Davos, il summit del capitalismo globale.

I nuovi attori di questo mercato in continua evoluzione, saranno ad esempio, l’azienda Anheuser-Busch InBev, leader mondiale nella produzione di bevande alcoliche che possiede oltre 500 marchi tra i quali Budweiser, ha stretto una partnership da 100 milioni di dollari con il produttore di marijuana canadese Tilray, per sviluppare una nuova bevanda a base di cannabis.

A livello generale nel 2016 la marijuana legale ha generato circa 6,56 miliardi di dollari USA nelle vendite negli Stati Uniti e si prevede che raggiungerà circa 24,07 miliardi di dollari entro il 2025.

La California, si pensa genererà tra i 6 e i 7 miliardi di dollari in vendite annuali di cannabis. In altre parole, la cannabis in California genererà più entrate rispetto a tutto il Canada, che punta a 5 miliardi di dollari di fatturato annuo nei prossimi 2 o 3 anni.
Al Colorado la vendita di cannabis nel 2017 ha fruttato quasi 1,5 miliardi di dollari, mentre Washington, si è fermato a 1,3 miliardi, passando dai 259 milioni nel 2015 ai 786 milioni nel 2016, nonostante nel paese ci sia una delle più alte imposte aggregate sulla cannabis tra gli stati legalizzati che arriva al 37%.

Secondo delle analisi: «Negli ultimi dodici mesi, l’industria europea della cannabis è cresciuta più che negli ultimi sei anni. Sei paesi hanno annunciato una nuova legislazione e oltre 500 milioni di euro sono stati investiti in imprese europee di cannabis». Non solo, perché: «Il dibattito sulla cannabis in Europa è maturato anche da politici, professionisti del settore sanitario e imprenditori che hanno seguito la crescita del settore negli Stati Uniti e in Canada, dove gli investimenti hanno quadruplicato il loro valore nel 2018».