STATI UNITI E LEGALIZZAZIONE DELLA CANAPA

Il presidente Trump ha di recente firmato il Farm Bill cioè una legge che regola l’agricoltura, legalizzando in tal modo la coltivazione e commercializzazione della canapa e dei suoi derivati.

Dunque, è ufficialmente libera, in tutti i sensi, la canapa americana dato che la proibizione federale era l’ultima rimasta.

In parole povere: il Farm Bill ha rimosso la canapa dal Controlled Substances Act, ossia la tabella in cui ci sono le sostanze controllate a livello federale, permettendo dunque la produzione commerciale negli USA, basta che le genetiche utilizzate non contengano più dello 0,3% di THC, il limite previsto dagli Stati Uniti affinché venga considerata canapa ad uso agro-industriale e non come sostanza stupefacente.

Una delle prime reazioni è stata quella della Food and Drug Administration (l’autorità statunitense che regola farmaci e prodotti alimentari) che ha annunciato di prendere in considerazione la creazione di una nuova politica in materia di commercializzazione e vendita di cannabis.
La FDA ha dichiarato che spera di rendere più efficienti “percorsi” per le aziende per introdurre e commercializzare cannabis e prodotti derivati ​​dalla cannabis, incluso il cannabidiolo (CBD) nel commercio interstatale; inoltre ha approvato il CBD per il consumo umano per la prima volta quando ha rilasciato i permessi di approvazione per Epidiolex, un farmaco destinato a curare l’epilessia.

Alcune aziende stanno tutt’ora vendendo CBD in oli, creme, bevande e altri prodotti. Il mercato della canapa potrebbe addirittura raggiungere i 22 miliardi di dollari entro il 2022.

Anche alcune aziende si sono espresse in merito come la Coca-Cola che nel mese di settembre ha sottolineato il suo interesse per il CBD affermando che «osservando da vicino la crescita della CBD non psicoattiva come ingrediente delle bevande wellness funzionali in tutto il mondo».

Il Farm Bill del 2018 espande le disposizioni contenute nella versione del 2014 che aveva creato i programmi pilota per la coltivazione della canapa con «un quadro per la coltura legale da parte degli stati senza un permesso da parte della Drug Enforcement Administration». I programmi pilota sono stati un successo per agricoltori e consumatori negli Stati Uniti, dal Colorado alla Carolina del Nord.